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Hanno scritto dei CD Aire Libre e di Escaleras….

 

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Aire Libre – Felice Clemente e Javier Pérez Forte. L’ultimo capolavoro di due icone del jazz

Felice Clemente, sax soprano e tenore, clarinetto, e Javier Pérez Forte, chitarra classica, presentano il loro ultimo lavoro Aire Libre; l’album è il risultato di una lunga e appagante ricerca di uno dei duo più interessanti, affiatati, virtuosi e originali del panorama musicale nazionale ed internazionale, frutto di una concezione aperta e libera della musica, capace di superare confini, stereotipi e barriere. Ispirato da mondi che esaltano le differenze culturali e ne fanno un punto di forza attraverso il quale arricchirsi interiormente e integrarsi.
Aire Libre è un viaggio attraverso la condivisione delle esperienze e sensibilità dei due artisti in cui spiccano elementi del jazz, della musica sudamericana, afro, classica e contemporanea che convivono e si intrecciano in modo naturale e spontaneo, non appagandosi mai, e non adagiandosi nella routine, ma mettendosi sempre in gioco, come accade in ogni vita degna di essere vissuta.
Ogni brano di questo disco invita a vivere uno stato d’animo diverso, sia per varietà ritmica sia per la diversità dei colori del suono che gli strumenti propongono. A seconda del brano, sarà un sax soprano, un tenore o un clarinetto a stabilire un dialogo con la chitarra classica, alternando momenti tematici “obbligati” con altri “improvvisati”, lasciando spazio così all’aspetto ludico della libertà espressiva.
Suoni e Strumenti del 19/03/2012

Aire Libre – Un progetto crossover che ha le qualità per restare nel tempo

Fra le migliori produzioni del jazz italiano più recente, in cui l´originalità e la creatività si coniugano insieme, c´è sicuramente da mettere questo disco interpretato in duo, ricco di sguardi ai generi più diversi, quali il folk o la musica classica, ma con una sua appassionante identità, fuori da qualunque scuola o dettame. Felice Clemente si mette in gioco con i suoi sassofoni, soprano e tenore, ed il clarinetto, dall´altro lato c´è il chitarrista classico Javier Perez Forte. Un duo che non conosce confini e che si diverte pure ad improvvisare, ad immaginare situazioni in cui finalmente si trascendono i generi ed il tutto appare credibile e reale.
Il suono del sax soprano di Felice è perfettamente controllato e reso in modo cristallino dalla registrazione. Lo stesso vale per la chitarra classica, una volta tanto coinvolta in situazioni in cui si lascia andare al´improvvisazione, coinvolgendo subito l´ascoltatore in qualcosa di nuovo che ci riporta indietro di molti anni, quando Ralph Towner divideva gli appassionati di jazz aprendo a nuovi orizzonti sonori con i suoi gruppi.
C´è un famoso brano, Mas que nada, conosciuto dai più per le versioni datane da cantanti pop, e poi composizioni dei due musicisti ed altre tratte dal patrimonio della musica latina, interpretata a modo proprio. Ogni brano ha qualcosa da raccontare grazie al suono originale di questo duo, in Lila c´è anche un metronomo che incalza i due. Alla fine si resta colpiti da tanta bellezza, da tanta sagacia nel saper gestire un progetto crossover che ha le qualità per restare nel tempo.
MUSICZOOM del 20/03/2012 – a cura di Vittorio Lo Conte

Aire Libre – Concerto di Felice Clemente e Javier Perez Forte

[…] Felice Clemente (sassofono e clarinetto) e Javier Perez Forte (chitarra) hanno preso possesso della ribalta e hanno incantato tutti i (tanti) presenti con una straordinaria serie di “pezzi di bravura” tratti – in gran parte – dal loro disco Aire Libre: bravi, bravi, bravi!
Gran bella serata.
I protagonisti del giovedì 15/03/2012 – Renato Sarti

Aire Libre – Prego, allacciamoci nel tango acustico

Album bello, elegante e soprattutto non melenso come capita spesso, purtroppo, quando i musicisti iniziano a costeggiare il mare del tango partendo da un retroterra jazz, e finiscono poi incagliati nella tentazione di aggiungere sentimento a un’esperienza che è già di per sé sentimentale.
Clemente (sax) e Pérez Forte (chitarra) si muovono su acquarelli sonori delicati, in un equilibrio ammirevole, visto che la chitarra acustica, strumento affascinante ma difficilissimo quando si muove in un ambito jazz, non è mai invadente. Di solito ammosciano già prima di iniziare: qui invece il chitarrista si mette spesso nella funzione di spalla nobile, quasi da sfondo ritmico (tipo nel brano Merenguito). Bello il lungo brano Chuku con il solo di Clemente e indovinata la versione di Mas que Nada ridotta all’essenziale. Quindi cd bello, da ascoltare in questi giorni di transizione verso la bella stagione.
Class 13/04/2012 – Antonio Orlando

Aire Libre – un album semplicemente delizioso

I nostri CD / Felice Clemente & Javier Pérez Forte – “Aire libre” – Crocevia di suoni 007
Ancora un duo e ancora un album semplicemente delizioso: protagonisti Felice Clemente ai sax soprano e tenore e al clarinetto e Javier Pérez Forte alla chitarra classica.
Album delizioso, dicevo, e questa valutazione la si può formulare quasi immediatamente, dopo aver ascoltato il brano d’apertura, “De la raìz a la copa” del compositore argentino Juan Falù.
I due si integrano alla perfezione e si percepisce quale sarà la cifra stilistica dell’intero album.
Una musica senza confini, senza etichette, eseguita da due virtuosi dei rispettivi strumenti che si muovono su coordinate ben condivise. Di qui una pluralità di universi musicali cui fare riferimento: il jazz, la musica sudamericana, quella africana, la musica colta e contemporanea senza che tutto ciò dia luogo ad una sorta di indistinguibile pastiche. Tutt’altro: gli input restano ben distinti cosicché ciascun pezzo vive di luce propria caratterizzato dalla diversità di colori, da differenze timbriche, dalla minore o maggiore forza ritmica mentre la linea melodica resta sempre ben individuata sia che venga proposta dai fiati sia che venga evidenziata dalla chitarra.
Così, ad esempio, con il secondo brano – “Pera y chocolate” di Felice Clemente – siamo già in territorio sudamericano con vaghe reminiscenze tanghere. Il terzo brano, “Merenguito”, potrebbe indurre ad errore facendo pensare ad infocate atmosfere dominicane; invece si tratta di un delicato brano del compositore venezuelano Alfonso Montes, tutto giocato su un sottile equilibrio fra tradizioni venezuelane ed influenze europee e magistralmente interpretato dalla chitarra di Pérez Forte e dal clarinetto di Felice Clemente.
Seguono quattro originals equamente divisi tra i due; particolarmente interessante “Lila”, di Pérez Forte: il delicato dialogo tra fiato e chitarra viene quasi disturbato dal ticchettio di un metronomo; all’inizio la sensazione è straniante ma poi, man mano che la musica scorre fluida come al solito, anche l’intruso entra a far parte organica dell’universo sonoro magicamente disegnato dai due. Avvicinandosi alla fine dell’album viene affrontato un brano celebre come “Mas que nada” di Jorge Ben: anche in questo caso l’interpretazione è molto originale, con Clemente che si assume l’onere di esporre il tema per poi improvvisare magnificamente sostenuto da Pérez Forte, che si concede alcuni significativi passaggi in splendida solitudine.
Chiusura in stile tanguero con il celebre brano di Horacio Salgàn “A don Agustìn Bardi”. (GG).
A proposito di Jazz – online-jazz.net 05/04/2012 – Gerlando Gatto

Aire Libre – bella sintonia con il mondo latino, su cui declinare l’eloquio jazz
Felice Clemente: Doppia Traccia – Nuvole Di Carta – Aire Libre (Crocevia di suoni)

[…] Di tutt’altro segno il recentissimo Aire Libre, in cui Clemente si confronta col compositore e chitarrista argentino (ma milanese d’adozione) Javier Pérez Forte, con cui può sfoderare la sua anima latina già decisamente evidenziatasi nel disco d’esordio Way Out Sud del 2003 (vi suona familiare?) e che rispunta spesso nel repertorio del sassofonista di origine calabrese.
Ora, sarà l’aria, sarà l’entusiasmo trascinante di Pérez Forte, l’energia che si libera dalla sua chitarra classica (che all’occasione si trasforma in percussione come in Lila), la tradizione ispanica e l’immenso immaginario che evoca il Sudamerica, ma pare davvero che Clemente sia meno costretto dal contesto e si lasci più andare al sentimento, sia che imbracci i sax tenore e soprano, sia che imbocchi il clarinetto, come in Merenguito del venezuelano Alfonso Montes.
Aire Libre si muove prevalentemente nelle grandi tradizioni musicali dell’America Latina dall’Argentina, non solo tanghera, di Pérez Forte (Perro Verde, Lila), Juan Falù (De La Raiz A La Copa), Horacio Salgan (A Don Agustìn Bardi, unica vera concessione al tango) ed Eduardo Falù (Misa Chico, suonata dal solo chitarrista) al Brasile di Jorge Ben (Mas Que Nada). Clemente si cala perfettamente nel clima con le sue Pera Y Chocolate (strana commistione tra valzer, rumba e swing), Chuku (solo al sax tenore) e Alma Negra, a riprova di una bella sintonia con questo mondo su cui declinare l’eloquio jazz.
Silenziosa(mente) Parole di Musica – online 30/04/2012 – Giulio Cancelliere

Aire Libre – Un disco di ampi orizzonti sonori, che sorprende per vitalità e allegria
Segnalato dalla rivista JAZZiT con: punto esclamativo rosso “JAZZiT likes it!”

Il sodalizio artistico tra il chitarrista classico Javier Pérez Forte, argentino d’origine ma italiano d’adozione, e il sassofonista Felice Clemente, poggia su solide radici. Prima di entrare in studio e registrare “Aire Libre” i due condividono l’esperienza del quartetto Nuevos Aires, attivo dagli anni Novanta.
Nonostante il repertorio proposto – costituito di composizioni originali e di classici sudamericani – imponga una profonda concentrazione per obbligati e passaggi di grande virtuosismo strumentale, “Aire Libre” è un disco che sorprende per vitalità e allegria: l’atmosfera vivace di Alma negra si manifesta come fosse una coreografia per una danza folkloristica. Clemente si fa ascoltare al soprano, al tenore e al clarinetto, sorprendendoci per maturità, equilibrio, qualità timbrica e personalità. Gli orizzonti sonori del disco sono ampi: particolarmente interessanti le due performances in solo, che hanno come protagonista Felice Clemente (Chuku) e Javier Pérez Forte (Misa Chico).
JAZZiT – maggio/giugno2012 – Luciano Vanni

Aire Libre – eccellenza di suoni e di tessitura dialogica.

Un lavoro lirico di immediata fruizione, davvero ben suonato e ottimamente riuscito
Un incontro tra culture diverse, aperto verso eclettiche suggestioni: il duo di Clemente con il chitarrista classico argentino trapiantato da venticinque anni in Italia, ha impianto semplice e tradizionale ma vive di impasti originali. I dieci brani sono per metà della penna dei due protagonisti (tre di Clemente e due di Forte) e per l’altra pescano nella musica latinoamericana, reinterpretandola in modo intelligente e originale, in virtù dell’eccellenza dei suoni e della loro tessitura dialogica, di cui sono esempi eminenti le improvvisazioni che occupano le parti centrali di Perro Verde e Lila (quest’ultima curiosamente attraversata dal battito di un metronomo). I rilevanti cambi d’atmosfera sono sospinti dal mutar strumento di Clemente: lirico al soprano, contemporaneo al clarinetto, viscerale al tenore (che esercita in solitudine in Chuku). Sempre deliziosi i fraseggi della chitarra di Forte, che vibra con suoni luminosi. Bella la rilettura del classico Misa Chico, che è però solo una delle perle di un lavoro lirico e d’immediata fruizione, davvero ben suonato e ottimamente riuscito.
MusicaJazz – maggio 2012 – Neri Pollastri

Aire Libre – CD del mese!

grande energia vitale e sentimento e una nuova alchimia che ti conquista nota dopo nota
Jazz, musica brasiliana, musica argentina, flamenco, ritmi percussivi e sincopati si intrecciano come ghirigori per dar vita a disegni musicali inaspettati, sorprendenti, inusuali.
Davvero interessante questo progetto discografico che a primo ascolto sembra dar vita a visioni distanti tra loro ma che, passi la licenza, appare più come un concept-album provvisto di grande energia vitale e sentimento.
Felice Clemente, da una parte, con i suoi sax alterna temi, improvvisazioni e ritmi cadenzati mentre Javier Pérez Forte, dall’altra, esprime con la chitarra tutta la sua poderosa tecnica che non è per nulla fine a sé stessa.
Clemente descrive questo album come un viaggio attraverso la condivisione delle loro esperienze e sensibilità, io preferisco immaginarmi in una galleria d’arte dove i due artisti espongono dei quadri policromi, cangianti, ognuno descrittivo di un’immagine ben accurata certamente fedele al loro vissuto ma che esprime contemporaneamente la volontà di creare un nuovo artificio, una nuova alchimia che ti conquista nota dopo nota. Curioso l’uso del sequencer nella traccia “Lila”, ricorda un ritmo gitano che detta i tempi dei passaggi musicali e che fioriscono in fraseggi quasi “contemporanei”.
Divertente quanto insolito l’arrangiamento molto personale, ma forse per questo ancor più apprezzabile, di “Mas que nada” una canzone scritta da Jorge Ben nel 1963 e dove Clemente dà sfoggio della sua bellissima arte con lo strumento che forse lo rappresenta di più, il sax soprano. Ingegnosa l’introduzione (ma non solo) di Javier Pérez in Misa Chico, un brano in 3/4 tratto dalla suite Argentina di Eduardo Falù, un artista purtroppo poco conosciuto in Italia e che ha composto brani popolari di inestimabile valore. Delizioso il finale tanguero con “A Don Augustin Bardi”.
In tutto l’album si sente il grande amore che questi due artisti hanno per la musica trasversale, contaminata, globale perché se è vero che le singole tradizioni vanno fortemente conservate è anche vero che la musica è il linguaggio universale che unisce in armonia tutti i popoli. Indubbiamente un buon lavoro!
Nuove Dissonanze – giugno 2012 – Maurizio Bignone

Aire Libre – dialogo e lirismo

AIRE LIBRE Il primo è un jazzista di razza, l’altro un chitarrista classico che, nonostante viva in Italia da parecchi anni, è tutt’altro che dimentico delle proprie origini argentine. È quindi abbastanza ovvio che l’incontro tra Felice Clemente (sax tenore, soprano e clarinetto) e Javier Pérez Forte sia in buona parte avvenuto sullo sfondo di melodie che profumano di Sud America. Ma la musica scaturita dall’inedito incontro possiede ulteriori sfumature che rimandano al jazz e anche alla musica europea. In ogni caso il dialogo risulta proficuo, denso di lirismo, appagante anche per chi ascolta. Entrambi i musicisti si sono pure dati l’opportunità di prodursi in solitudine.
Strumenti Musicali – luglio 2012 – Roberto Valentino

Aire Libre – un modus operandi estremamente attuale quanto rispettoso della forza e della grammatica del materiale di partenza

“Una concezione aperta e libera della musica, capace di superare confini, stereotipi e barriere”. “Ognuna delle tracce invita a vivere uno stato d’animo diverso, sia per varietà ritmica sia per la diversità dei colori del suono che gli strumenti propongono”. Le due frasi riportate aprono i testi che Felice Clemente & Javier Pérez Forte hanno riportato all’interno del booklet del cd per presentare le intenzioni e le suggestioni della musica prodotta in duo e racchiudono in buona parte gli obiettivi e il filo narrativo del disco.
Sassofoni e chitarra classica; libertà, improvvisazione, folklore, tradizione e dialogo. Cinque brani originali – due del chitarrista, tre del sassofonista – si affiancano a cinque brani che riportano le varie scuole della tradizioni sudamericana. E perciò traccia dopo traccia si può ascoltare Mas que nada del brasiliano Jorge Ben, le differenti visioni della chitarra classica nella scrittura di Eduardo Falù ( Misa chico), Juan Falù (De la raíz a la copa ) e Alfonso Montes (Merenguito), per finire con il tango di Horacio Salgán (A Don Agustín Bardi).
Le composizioni di Pérez Forte e Clemente si integrano e espandono le possibilità già insite negli altri brani e nel dialogo tra le loro voci. La partita a scacchi che i due musicisti giocano nella foto del booklet in realtà non va intesa come una sfida tra i due ma come la costruzione comune di una architettura musicale capace di comprendere elementi anche molto diversi tra loro e renderli in maniera personale e coerente. L’andirivieni tra le esperienze personali e il repertorio classico per chitarra al quale fanno riferimento i brani presi dagli altri autori, tra il portato popolare e la rielaborazione consapevole fatta dai due interpreti diventa la linea di riferimento intorno al quale si sviluppa il lavoro e grazie al quale Clemente e Pérez Forte riescono a dare corpo ad una prospettiva individuata dal chitarrista nel suo testo, vale a dire all’idea che “i brani qui presentati non corrispondono a generi musicali allo stato puro”. E, di seguito, aggiunge le parole di Borges (“Per fortuna non dobbiamo rispondere a una sola tradizione, ma possiamo ambire a tutte”) per confermare e supportare un modus operandi estremamente attuale quanto rispettoso della forza e della grammatica del materiale di partenza.
Jazz Convention – luglio 2012 – Fabio Ciminiera

Aire Libre – un tête-à-tête di inappuntabilità formale

[…] Sceso in campo il sassofono, eccoci ad aprire una sorta di secondo atto della nostra odierna pièce, da cui il principe delle ance non uscirà più. Ripartendo da un album in duo, Aire Libre (Crocevia di Suoni), in cui una corda, la chitarra classica dell’argentino Javier Pérez Forte, e un’ancia, i sassofoni (soprano e tenore) e il clarinetto di Felice Clemente, si fronteggiano in un tête-à-tête che, per inappuntabilità formale, rimanda in qualche modo a “Stagioni”, tanto quanto, al contrario. […]
L’isola della musica italiana – Alberto Bazzurro

Aire Libre – Una serata di musica suonata bene e dai molti aromi e sapori

Il penultimo appuntamento dello “Spring jazz festival” vede sul palcoscenico della raccolta sala Barabino il duo Felice Clemente e Javier Perez Forte. Il chitarrista argentino, introducendo il concerto, rimanda all’idea di “musica globalizzata”, uno stile che cerca di conciliare istanze diverse, superando i generi e le specificità. In effetti nell’ora e un quarto di esibizione, escluso il bis, si ascolta una musica dai molti aromi e sapori, provenienti dal Sud America come dalla tradizione afroamericana. Traspare pure una sensibilità, un modo di trattare i vari brani, di derivazione chiaramente jazzistica. In questo senso il duo non appare fuori posto in questo tipo di rassegna, anche se ormai le etichette sono sempre più inadeguate a descrivere determinati suoni di frontiera, di confine e il termine world music ha perso efficacia, collegato com’è a tutta una serie di materiali di diverso carattere, peso e livello espressivo.

Si comincia con “La cumparsita”, il più classico dei tanghi, in una versione piuttosto letterale, per rispettare il simulacro del ballo argentino. Quando si procede ad una deviazione dal tema il sax tenore si spinge in avanti, ma con parsimonia, poiché si ritorna dopo poco sul motivo e si continua a cantarlo per com’è nel suo aspetto più noto.
Da qui in poi si alternano originals e omaggi alla tradizione tanguera, sottoposti ad un lifting leggero, non per ridipingerli con nuove tonalità di colore o per modificarne la struttura, piuttosto per rivivificarli, per fornirgli nuova linfa. Fra i pezzi composti per il recente cd “Aire libre” si impongono “Perro verde” e “Pera y chocolate”, ma è soprattutto da ricordare una accorata “Alma negra”, dove si capisce quanti legami ci siano, a saperli cercare, fra i due mondi che si prova a far incontrare o incrociare. E’ piuttosto spettacolare la trovata di inserire un metronomo (nemico dei musicisti, come scherza Javier Forte) in “Lila”. In questo brano si libera il sax soprano di Felice Clemente in un’improvvisazione energica che include una citazione del cavallo di battaglia rollinsiano “St.Thomas”. E proprio a Sonny Rollins sembra ispirarsi l’escursione in solitario del sassofonista, più vigoroso ed espressionista che nei momenti di dialogo a due. Per contro il chitarrista, nel suo spazio senza accompagnamento, svela tutta la sua delicatezza e la sua predilezione per una musica sempre dentro le righe, ma viva e attenta. Si va avanti con altri brani come “Mas que nada” di Jorge Ben e resa celebre da Sergio Mendes o “A Don Agustin Bardi”, un altro tango “storico”, in necessario equilibrio fra canzone eseguita e/o reinterpretata con garbo e proprietà di linguaggio.
Lo scarso pubblico presente (purtroppo) dimostra di gradire l’esibizione e riserva applausi ad un duo di strumentisti sicuramente preparati. Javier Perez Forte, infatti, mette in luce una tecnica classica rilucente, a servizio del jazz. Felice Clemente, anche clarinettista in due momenti del set, è padrone di un linguaggio piuttosto articolato, che presuppone una buona conoscenza dei capiscuola del jazz moderno. In generale il musicista milanese riesce a contenere il suo impeto e assume anche toni di basso profilo, in certi frangenti, per calarsi nelle atmosfere argentine di pertinenza geografica del chitarrista.
Una serata di musica suonata bene, in conclusione, che conferma l’intelligenza di una programmazione attenta più alla sostanza che all’appeal modaiolo dei nomi da far esibire.
Gianni Montano – – Recensioni – Jazzitalia
Recensione del Concerto di Genova, Teatro della Gioventù – 8 giugno 2012 per lo Spring Jazz Festival

Aire Libre – One Finger Snaps

Aire Libre è comparso nell’elenco delle recensioni brevi della rivista Jazz Journal “One Finger Snaps” e ha ricevuto 3 stelle di merito.

Aire Libre – concerto

Le vie del suono a Levico
Clemente e Pérez Forte il sound latino in strada
LEVICO TERME. A condurre gli spettatori in una serata a dir poco originale – quella di stasera “le vie del suono” di Levico a a partire dalle ore 21.30 nella piazza della Chiesa – sono gli “Aire Libre” che si muovono tra atmosfere esotiche e latine. Il tutto grazie al sax soprano e tenore e al clarinetto suonati da Felice Clemente e dalla chitarra classica imbracciata da Javier Pérez Forte. Un sodalizio artistico dal nome evocativo “Aire Libre” che, come spiega Felice Clemente, “è il risultato di una lunga e appagante ricerca, frutto di una concezione aperta e libera della musica, capace di superare confini, stereotipi e barriere”. Un viaggio sonoro tra mondi diversi, tra gli elementi del jazz, della musica sudamericana, afro, classica e contemporanea che convivono e si intrecciano in modo naturale e spontaneo. In tutto questo si calano poi gli stati d’animo dei due musicisti che creano di volta in volta varietà ritmiche, diversità dei colori. Un duo che guarda con tanta intensità a una visione “enciclopedica” della musica e al Sudamerica non poteva che fare proprie le parole del grande scrittore Jorge Luis Borges: “Per fortuna non dobbiamo rispondere a una sola tradizione; possiamo ambire a tutte”. Nato nel 1974 a Milano, Felice Clemente è sassofonista, clarinettista e compositore, definito da Enzo Siciliano dalle pagine di Repubblica, il miglior giovane sassofonista italiano. Javier Perez Forte è invece un virtuoso della chitarra classica, formatosi musicalmente nell’Universidad Nacional de Córdoba (Argentina). Direttore e fondatore dell’ensemble Nuevos Aires con cui ha realizzato dal 1996 svariate tournées in Europa e Sudamerica e con cui ha inciso il Cd Buenos Tangos (Halidon – Milano).L’esibizione degli “Aire Libre” ripropone il jazz a cielo aperto a Levico.

Un’occasione imperdibile perché si tratta di una delle migliori produzioni del jazz italiano più recente in un contesto suggestivo.(k.c.)

Aire Libre – concerto

“Peperoncino Jazz Festival” a Cetraro, attesi nuovi ospiti
Dopo il memorabile concerto di Stefano Bollani nella magnifica cornice scenografica del Porto Turistico, che ieri sera (lunedì 13 agosto), in nome della legalità, ha richiamato a Cetraro centinaia di spettatori provenienti da tutta la regione, l’11° edizione del Peperoncino Jazz Festival (rassegna itinerante nelle più belle località calabresi organizzata dall’Associazione Picanto sotto la direzione artistica di Sergio Gimigliano, vincitrice del prestigioso Jazzit Award 2011 come “Miglior Festival Jazz d’Italia” e degli esclusivi premi “Best Book/Catalogue” e “Best Territory Improvement” assegnati a Bologna nel corso dell’ultima edizione di Festival of Festivals) prosegue nel segno del Cetraro Jazz (evento alla sua 5° edizione ideato dall’indimenticato musicista cetrarese Ermanno Del Trono), con tre serate ospitate nella suggestiva cornice del giardino del settecentesco Palazzo Del Trono.
[…] Giovedì 16 agosto, per la seconda delle tre serate in programma nel caratteristico centro storico di Cetraro, il PJF circuito regionale Calabria Jazz presenta “AIRE LIBRE”, progetto discografico nato dal sodalizio artistico tra il chitarrista classico JAVIER PÉREZ FORTE, argentino d’origine ma italiano d’adozione, e il sassofonista milanese FELICE CLEMENTE.

Il disco poggia su solide radici: prima di entrare in studio e registrare “Aire Libre”, infatti, i due musicisti hanno condiviso l’esperienza del quartetto Nuevos Aires, attivo sin dagli anni Novanta. Nonostante il repertorio proposto – costituito di composizioni originali e di classici sudamericani – imponga una profonda concentrazione per obbligati e passaggi di grande virtuosismo strumentale, “Aire Libre” è un disco che sorprende per vitalità e allegria: l’atmosfera vivace di Alma negra si manifesta come fosse una coreografia per una danza folkloristica. Gli orizzonti sonori del disco sono ampi: particolarmente interessanti le due performance in solo che vengono proposte anche dal vivo e che hanno come protagonisti Felice Clemente (Chuku) e Javier Pérez Forte (Misa Chico). […]
Antonio Oliverio – 14 agosto 2012 Eventi – Primo piano Musica – Onda Calabra online

Aire Libre – un disco che sorprende per vitalità e allegria

“Cetraro Jazz Festival”, attesi nuovi ospiti

Aire Libre – Evento raro e felice: sax e chitarra classica sono capaci di un “valore aggiunto”.

Evento raro che fa di questo lavoro per duo, utile e articolato, un episodio molto felice delle musiche di frontiera per il 2012. Sax e chitarra classica realizzano un obiettivo che solitamente non viene raggiunto nei pur numerosi progetti di crossover: non limitarsi a sommare (anche bene, come capita) generi e stili, ma arrivare ad un totale, ad un risultato capace d’esser non tanto più della somma quanto piuttosto “altro”, il valore aggiunto a quel sommare.
Moderata modernità, una più sobria contemporaneità, amore per il classicismo e sapienza esecutiva si condensano attorno ad una piacevole musicalità che, altro punto raro a favore, scivola lieve lungo tutto il percorso, lasciando “colto” ed elevato il linguaggio senza snobismi di sorta, aperto e senza timori verso la linearità.
Recensito su Suono n° 468 del 9-2012
SUONO n. 468 del 09.2012 – Pier Luigi Zanzi – voto artistico: 8.5 – voto tecnico: 7.5 ovvero i migliori della classifica dei 9 migliori del numero segnalati sul sito

Aire Libre – momenti di telepatica intesa in impro jazz e un flusso assai godibile

Una geniale citazione da Borges introduce le dieci composizioni di questo bel lavoro, non il primo in cui il sassofonista e clarinettista Felice Clemente sceglie la formula del dialogo con un altro strumentista: «Per fortuna non dobbiamo rispondere a una sola tradizione: possiamo ambire a tutte». In musica significa che il viaggio fra le ance di Clemente e le corde della chitarra classica di Forte tocca la musica sudamericana, suggestioni classiche, idee afro, momenti di telepatica intesa in impro jazz. Nessun rischio di rimanere frastornati: è un flusso elegante e perfettamente logico, quindi assai godibile.
ALIAS – Il Manifesto del 08.09.2012 – Guido Festinese – 3 stelle ovvero “saporito”

**** – – *****

Aire Libre – ***

****

**** – – *****

Escaleras – Tango alla Liszt

Felice Clemente sassofonista e Javier Pérez Forte chitarrista, insieme per un disco che parla in jazz morbido la lingua del tango, distendendo in sofisticato ascolto La cumparsita o El choclo, o la Milonga villera, trasformando in reminescenza classica una danza sanguigna. Luigi Pestalozza ci crede, in questi due, e per loro introduce Escaleras, il disco: “Questo vostro suonare mi rimanda a un altro ottocentesco precursore del rapporto con le diverse, lontane, culture musicali, non esoticamente, eurocentricamente, condotto, ma anzi diretto a scoprirne e comunicarne la vera identità culturale, musicale. A Liszt. Alle sue pianistiche parafrasi.”
Daniele Martino – il giornale della musica – settembre 2008

Escaleras – Un tandem inusuale e avventuroso

Una piccola parata d’infinite miserie e grande dolcezza in questa famosa melodia di Montevideo (La Cumparsita) abbracciata da Buenos Aires. Ottimamente inserita tra le destinazioni folktangojazz servite dal nuovo album Escaleras (etichetta Crocevia di Suoni), dal sax di Clemente con la sapiente guida chitarristica del navigatore argentino Perez Forte. Un tandem inusuale e avventuroso, da diari della motocicletta, che funziona bene ai bassi regimi dell’ascolto passeggero ma che poi come per scommessa sa inerpicarsi su tra i passi andini della musica da meditazione, e tornare giù per una milonga del tramonto, affettuosa come qualche vino rosso.
Andrea Canei – rivista INTERNAZIONALE – giugno 2008

Escaleras – Folktangojazz del Sudamerica

Il sottotitolo dell’Album è “Folktangojazz del Sudamerica” e ben illustra le intenzioni dei protagonisti di fondere due grandi tradizioni musicali, accostando il lessico del jazz a brani e condotta ritmica del folklore argentino, guardato in questo caso dal versante più intimo e malinconico. Uscito per Crocevia di Suoni, etichetta fondata dallo stesso Clemente, il lavoro si basa sull’intesa fra i due co-leader (che non a caso condividono da anni la militanza nel gruppo Nuevos Aires) e l’inusuale incontro fra chitarra classica e sassofono, ben gestito nel suono e nello scambio di ruoli.
In particolare, Pérez Forte, argentino d’origine e italiano d’adozione, sfoggia la sua profonda conoscenza del linguaggio e un’ammirevole tecnica strumentale, cesellando una performance da virtuoso del genere. Oltre alla sensibilità nel maneggiare temi strafamosi e dalle fortissime radici popolari come El Choclo e La Cumparsita, spiccano la struggente versione di O que será di Chico Buarque, una delle due deviazioni verso il secondo paese simbolo del Sudamerica (l’altra meno convincente Manha de carnaval), la meravigliosa Carnavalito del duende, e i temi composti proprio da Clemente, nei quali il sassofonista ritrova i territori più familiari del solo jazzistico.
Un disco di atmosfere, di nostalgia e di morbide allusioni.
Valentino Casali – JAZZiT – maggio/giugno 2008

Escaleras – Un album di rara bellezza

Il sax del milanese Clemente incontra la chitarra classica dell’argentino Javier Pérez Forte nel progetto di “folktangojazz”. Brani originali e riletture (da Manhà de Carnaval a El Choclo). Un album di rara bellezza.
Roberto Casalini – Io donna (Corriere della Sera) 3 maggio 2008 – N.18

Escaleras… morbidissimo interplay tutto sostanza che lascia tracce luminose…

Conoscevamo Felice Clemente come uno dei più promettenti sassofonisti italiani, ben radicato in quell’ambito espressivo hard pop che non sempre riesce a riservare sorprese all’ascoltatore, per infinite declinazioni d’intenti accumulatesi negli anni. E’ una bella sorpresa, dunque, questo sodalizio stretto con il chitarrista acustico argentino Javier Pérez Forte, una puntata in quell’etnojazz di sintesi che ha la punta di diamante, in Italia, nell’opera degli Aires Tango.
Molti i classici sudamericani qui presenti, da O que será ad Alfonsina y el mar, affrontati con una sorta di serrato, morbidissimo interplay tutto sostanza che lascia tracce luminose soprattutto quando Clemente imbraccia il sax soprano.
WORLD MUSICA MAGAZINE n. 89 marzo-aprile 2008 – a cura di Guido Festinese

Escaleras – LA VERA ANIMA LATINA – Clemente – Pérez Forte “Escaleras” (Crocevia di Suoni Records)

Di musica sudamericana ce n’è in giro fin troppa: tanghi, cumbie, presunte “bossanove”, nella pubblicità, nei lounge bar, persino nei nastri registrati di attesa sui telefoni. Eppure, c’è qualcosa che manca in queste melodie muscolose, buone solo per ballare. Mancano la grazia, la dolcezza, la nostalgia; manca l’anima che rende grande la musica latinoamericana autentica.
E’ proprio questa “anima latina” a caratterizzare il disco di Felice Clemente, sassofonista soprano e tenore, e Javier Perez Forte, chitarrista classico. I dieci brani in scaletta sono un campionario perfetto e variegato di melodie, ritmi e sapori sudamericani, ma la tavolozza dei due non ha bisogno di colori sgargianti per comunicare l’amore per questa musica e il suo fascino.
Clemente e Pérez Forte firmano ciascuno due brani, gli altri sei sono classici del Continente, soprattutto brasiliani e argentini, ma non solo samba e tango.
Splendido il lavoro del chitarrista, e magnifico Clemente al soprano in O que serà di Chico Buarque (cantata dalla Mannoia) e al tenore in Manha do carnaval e Alfonsina y el mar, dolente ballata resa immortale da Mercedes Sosa.
FAMIGLIA CRISTIANA n.9/2008 a cura di Roberto Parmeggiani – il giudizio di famiglia cristiana: 4 stelle

“Escaleras” è un ottimo disco…

Avevamo imparato ad apprezzare il lavoro di questo sassofonista italiano dal suo secondo disco “Inside me” e soprattutto, per quanto riguarda il sottoscritto, da “Perfect world”, sua terza fatica. Allora già avevamo notato quanto a questo musicista piacesse variare e provare nuove soluzioni: dal sestetto al quintetto, tornando su di un più canonico quartetto per “Perfect world”.
Per “Escaleras” ecco l’idea del duetto: Felice Clemente al sax tenore e soprano e Javier Perez Forte alla chitarra classica.
Il disco prende avvio con un motivo immediatamente coinvolgente “Milonga villera”, scritto dallo stesso Perez Forte, che mette subito in luce la pariteticità e coesione della coppia con un lavoro continuo della chitarra e i fraseggi del sax.
Un famoso tango è quello che si può ascoltare nel secondo brano, dove l’impostazione viene data dalla chitarra e l’inserimento del sax porta verso un dialogo che si sviluppa all’interno di tutto il brano (“La cumparsita”).
L’emergere delle capacità e delle possibilità dialogiche arriva da un connubio inatteso a livello strumentale: chitarra e sax. Durante l’ascolto del disco però il loro suonare diventa quasi da subito familiare: il suono e le composizioni, i fraseggi e i dialoghi sono gestiti con tale fluidità e naturalezza da togliere l’idea della mancanza di un “tertium datur strumentale”.
Cito qui un inciso della lettera che presenta l’album, scritta da Luigi Pestalozza, noto docente e critico musicale, che sottolinea in modo puntuale i tratti essenziali del disco, come ad esempio quello del sottotitolo nascosto “folktangojazz del Sudamerica”. Termine questo che indica un legame, una mescolanza dove emergono i tratti distintivi delle singole origini. L’avvicinamento al jazz di Perez Forte infatti mantiene intatti i suoi studi sul folklore. Esattamente lo stesso vale per Clemente, che, come dice ancora Pestalozza, parafrasa il jazz e lo rende affine al sentimento sudamericano senza però scadere mai nell’adattamento.
L’alternanza dei brani composti dall’uno o dall’altro rende bene sia la capacità e l’affinità dei due al dialogo sia il mutare delle sensazioni e del colore attorno alla composizione. Ascoltare “Déjà vu”, brano composto da Clemente, in cui il sax si esalta con fraseggi verticali che concedono all’ascoltatore una sensazione tanto diversa quanto affine ad altri brani scritti da Perez Forte.
“Escaleras” è un ottimo disco, di quelli che avvolgono, che si ascoltano e si riascoltano.
MESCALINA – Rivista On-line di musica e cultura (marzo 2008)

ESCALERAS: dieci tracce di passione.
il duo Clemente – Pérez Forte firma un CD tutto da ascoltare …e ascoltare!

Li abbiamo sentiti nel live che hanno tenuto lo scorso 8 dicembre presso l’associazione torinese A puro tango di Pedro e Rolo Monteleone e ci hanno davvero convinto: stiamo parlando del duo Javier Pérez Forte e Felice Clemente, autori del cd Escaleras. Distribuito da Crocevia di Suoni Records, il lavoro si compone di dieci tracce di tango jazz o, meglio, di folktangojazz del Sudamerica. Il tango dell’argentino Javier Pérez Forte e il jazz dell’italiano Felice Clemente si incontrano in maniera mai banale: La cumparsita, O que sera, 3×4 sono solo alcuni esempi di un lavoro privo di retorica e ricco di creatività.
Javier Pérez Forte, compositore e chitarrista argentino, è in Italia dal 1988; ha realizzato musica per strumenti solisti, per insiemi da camera e per orchestra. Ha firmato numerose colonne sonore di film e documentari – tra i quali alcuni documentari per GEO (RAI) – musica per il teatro, spettacoli di musica e poesia e ha al suo attivo un’intensa attività concertistica. Felice Clemente è sassofonista, clarinettista e compositore. Ha ereditato la passione per la musica dal nonno, maestro in clarinetto, e ha studiato al Conservatorio di Milano. La scoperta del jazz lo ha portato ad approfondire il genere con illustri sassofonisti. Nel 1998 ha fondato il Felice Clemente Quintet, nel 2001 è stato compositore e coarrangiatore del musical La principessa Neghitò per il Teatro delle Erbe di Milano e nel 2007 ha creato una propria etichetta discografica Crocevia di Suoni Records. Autore di jingle pubblicitari, è stato definito da Enzo Siciliano “il miglior giovane sassofonista italiano” e dall’americano Cadence Magazine “un talento destinato a fare la storia del jazz”.
EDITANGO – febbraio, marzo, aprile 2008 a cura di Ivo Carrozzini > EDITANGO la prima rivista italiana dedicata al tango argentino.

di Escaleras scrive Luigi Pestalozza

Estate 2007
Caro Javier, caro Felice,
vorrei scrivere qualche impressione sul cd che mi avete dato.
Un accostamento inusuale – chitarra e sax senza un tertium datur strumentale-, il vostro, che mi ha coinvolto di pezzo in pezzo per l’intelligenza della ben scelta compresenza dei due strumenti, a volte in parallelo, altre con primi piani, in un comportamento sonoro che non li confonde ma diventa la piacevolezza di questo folktangojazz del Sudamerica. L’accostamento strumentale mi ha fatto pensare al Paganini che per 15 volte ha fatto suonare assieme chitarra e archi, in quartetto. Anche qui cessa l’estraneità dell’inusuale e viene avanti l’aperto dialogo di tutti i suoni, compartecipi del piacere che il cd mi ha dato, che dà.
Non sono un esperto di musica argentina, ma la conosco abbastanza per capire il lavoro di gusto che avete fatto in e con questo cd, parafrasandola, come mi sento di dire del vostro farla incontrare con il jazz, anch’esso debitamente, miratamente, sudamericanamente stilizzato ovvero parafrasato. Il tango, del resto, fu inventato cento anni fa nelle periferie di Buenos Aires da un popolo povero che cantava l’altro mondo possibile che andava cercando, mentre il jazz, sempre cento anni fa, è venuto avanti negli Stati Uniti dall’emarginazione di vita e di cultura dei neri, facendosi strada, proprio con il sax e in modo egemonico, tra i bianchi.
Ad attraversare questo cd, e penso soprattutto a te, Javier, è davvero la parafrasi delle fonti musicali, popolari, nelle quali sei cresciuto e ti sei formato in Argentina, ma appunto parafrasandole fino all’incontro davvero non casuale e chiaramente alla pari con il jazz, con Felice Clemente, ovvero con una musica più vicina alla nostra abitudine d’ascolto. Ma non si tratta di un adattamento: semmai proprio il contrario. Concepire il jazz, nel caso dell’attento, ragionato, sax di Felice, e concepire la tua chitarra classica, dentro la sempre elegante dimensione sudamericana del vostro stile esecutivo, diventa una comune, ben coniugata occasione strumentale, scelta, costruita da entrambi per trattare il folk, il tango, il jazz dei brani eseguiti, in modo per niente esotico e, invece, coniugandoli con precisa cura stilistica, in modo che l’ascolto piacevole, chiaramente ricercato e realizzato, passi attraverso l’intelligenza musicale che non fa ascoltare qualcosa di artificialmente manipolato e facile o banale, bensì l’opposto.
Questo vostro suonare musicale mi rimanda a un altro ottocentesco precursore del rapporto con le diverse, lontane, culture musicali, non esoticamente, eurocentricamente, condotto, ma anzi diretto a scoprirne e comunicarne la vera identità culturale, musicale. A Liszt. Alle sue pianistiche Parafrasi. Salvo, ma nel senso di un’ulteriore conferma, i vostri 4 momenti ben introdotti nelle 10 tappe del cd ovvero i 2 in cui per esempio tu, Felice Clemente, porti in primo piano il tuo jazz, il tuo sax, ma subito facendo entrare in campo Javier Pérez Forte, come compositore: la sua musica argentina, il tango, la sua chitarra. In termini formali si tratta però sempre di dialogo, indipendentemente da chi di voi due apra il brano e firmi la composizione. È una proposta davvero condivisa: una musica che vuole intrattenere, e che intrattiene, musicalmente, secondo la capacità di coinvolgimento a largo raggio che, dall’Europa alle Americhe, e viceversa, i due vostri strumenti sono andati costruendosi nel corso della storia, per poi incontrarsi qui e ora ma attraverso l’invenzione del vostro modo di suonare assieme. Un modo che non adagia l’ascolto nell’abitudine alla piacevolezza musicale, ma che invece la usa, la reinventa, la parafrasa, per stimolare anche il pensiero, per portare a pensare che la stessa musica di intrattenimento può uscire, come qui esce, dai luoghi comuni. E che dunque nel mondo c’è sempre dell’altro – di musicale, ma infine non soltanto – da godere, da vivere, da ascoltare.
Luigi Pestalozza – testo di presentazione di Escaleras.

Escaleras – Con Sax e Chitarra bel miscuglio di Folk e Tango

Felice Clemente, sassofonista, clarinettista e compositore, è un musicista come lo preferiscono oggi gli esperti di jazz. E’ in possesso di brillanti diplomi in clarinetto e in jazz. Ciò gli permette di praticare l’una e l’altra, sebbene abbia predilezione per il jazz. Ha all’attivo numerosi dischi, gruppi propri, collaborazioni importanti e partecipazioni ai festival. La sua voce di sassofono, morbida e raffinata, legata a suo modo al coolbop, è l’elemento decisivo di un feeling immediato con l’ascoltatore.
Qui Clemente propone un insolito duo con la chitarra classica di Javier Pérez Forte, col quale interpreta folktangojazz del Sudamerica e riscuote l’entusiasmo di Luigi Pestalozza, estensore delle note di copertina.
IL GIORNALE – venerdi 9 maggio 2008 a cura di Franco Fayenz

Escaleras – …una tensione interpretativa invidiabile…

“Folktangojazz” è l’efficace definizione che danno di questo lavoro i due artefici, il sassofonista italiano Felice Clemente ed il chitarrista argentino (in Italia da venti anni) Javier Pérez Forte.
Attivo anche con una sua formazione jazz, molto brillante in una recente incisione dal vivo, Clemente mostra in Escaleras una faccia diversa della sua musica legata ad un altro appassionante universo, quello della musica sudamericana. Ed a tale scopo unisce la sua musica a quella di un bravissimo chitarrista, espressivo e pittorico come nella tradizione della sua originaria Argentina. Eventuali dubbi o perplessità sulla capacità di questi due strumenti (sax tenore/soprano e chitarra classica) di coesistere, vengono non solo fugati alle prime note di Milonga Villera, ma lasciano spazio ad una sincera ammirazione per la bontà del suono e la capacità di sensibili e mai banali arrangiamenti di brani famosi come La Cumparsita, Manhà de Carnaval, O que serà e Alfonsina y el mar.
I duetti funzionano bene, talvolta benissimo, i due musicisti mantengono una tensione interpretativa invidiabile e comunicano una passione ed una partecipazione emotiva che altri più famosi artisti a volte diluiscono in virtuosismi ammiccanti e superficiali.
Nelle note di Escaleras c’è musica autentica e sincera, da lodare ed apprezzare, di sicuro coinvolgente per gli appassionati del genere ed efficace anche nel suo felice incontro con i colori del jazz.
SUONO giugno 2008 n° 417 a cura Sergio Spada

Escaleras – …due artisti che non stancano mai, fantasiosi, con una personalità precisa…

Felice Clemente al sax soprano e tenore e Javier Pérez Forte alla chitarra classica si sono decisi per un duo che celebra l´omaggio alle musiche del Sudamerica, non solo la storica bossa nova di Charlie Bird e Laurindo Almeida insieme a Stan Getz. I ritmi di tango e milonga sono presenti e resi cosí bene che è difficile staccare la presa del CD Player. Con questo è tutto detto di un disco fatto da due artisti che non stancano mai, fantasiosi e ovviamente con una personalità precisa, lontana anni luce dai musicisti da studio che ogni tanto si trovano ad interpretare i soliti classici.
Il dialogo dei due procede sciolto, assorti nella musica che producono, anch´essi ammaliati da quello che fanno, dalle note di canzoni che parlano di sentimenti ed incontri appassionati. Qualche originale dei due ben si inserisce nell´atmosfera di un disco senza tempo, perfetto incontro di due che sono cosí assorti, che la malinconia della milonga sembra venir fuori direttamente dai loro cuori. Da non perdere!
MUSICBOOM.IT – di Vittorio Lo Conte

Escaleras – DOPPIE EMOZIONI. Un dialogo fra strumenti per ritrovare il canto profondo del Sudamerica

Al Blue Note il sassofonista milanese Felice Clemente e il chitarrista argentino Javier Pérez Forte ripropongono le musiche del loro riuscito album “Escaleras”, riflessioni intime, cameristiche, ma anche piene di emozione sulle radici popolari delle musiche emerse dal Nuovo Mondo australe.
Clemente, attivo nel jazz contemporaneo, e Forte, più vicino alla musica accademica di ricerca, s’incontrano a metà strada con brani fortemente composti, ma sempre aperti agli sviluppi solistici, nei quali il suono arioso dei sax dell’italiano si sposa con la chitarra acustica del partner in un’evocazione che sa di nostalgia ma non si nega attente esplorazioni musicali.
CORRIERE DELLA SERA del 04/10/2009 – a cura di Claudio Sessa

Escaleras – ESCALERAS: dieci tracce di passione. Il duo Clemente – Pérez Forte firma un cd tutto da ascoltare …e ascoltare!

Li abbiamo sentiti nel live che hanno tenuto lo scorso 8 dicembre presso l’associazione torinese A puro tango di Pedro e Rolo Monteleone e ci hanno davvero convinto: stiamo parlando del duo Javier Pérez Forte e Felice Clemente, autori del cd Escaleras. Distribuito da Crocevia di Suoni Records, il lavoro si compone di dieci tracce di tango jazz o, meglio, di folktangojazz del Sudamerica. Il tango dell’argentino Javier Pérez Forte e il jazz dell’italiano Felice Clemente si incontrano in maniera mai banale: La cumparsita, O que sera, 3×4 sono solo alcuni esempi di un lavoro privo di retorica e ricco di creatività. Javier Pérez Forte, compositore e chitarrista argentino, è in Italia dal 1988; ha realizzato musica per strumenti solisti, per insiemi da camera e per orchestra. Ha firmato numerose colonne sonore di film e documentari – tra i quali alcuni documentari per GEO (RAI) – musica per il teatro, spettacoli di musica e poesia e ha al suo attivo un’intensa attività concertistica. Felice Clemente è sassofonista, clarinettista e compositore. Ha ereditato la passione per la musica dal nonno, maestro in clarinetto, e ha studiato al Conservatorio di Milano. La scoperta del jazz lo ha portato ad approfondire il genere con illustri sassofonisti. Nel 1998 ha fondato il Felice Clemente Quintet, nel 2001 è stato compositore e coarrangiatore del musical La principessa Neghitò per il Teatro delle Erbe di Milano e nel 2007 ha creato una propria etichetta discografica Crocevia di Suoni Records. Autore di jingle pubblicitari, è stato definito da Enzo Siciliano “il miglior giovane sassofonista italiano” e dall’americano Cadence magazine “un talento destinato a fare la storia del jazz”.
EDITANGO rivista italiana dedicata al tango argentino – n. di febbraio, marzo, aprile 2008 a cura di Ivo Carrozzini

Radio – recenti

Nel 2012 ad Aire Libre hanno dedicato programmi, ascolti e interviste con i musicisti le radio: WMBR – The New Edge, Boston (USA); RAI-Radio3 – Primo Movimento, Radio Popolare di Milano, Radio Classica, Radio Abracadabra – Notte di Note, Radio Punto – Animajazz, Radio Punto – American Tracks e diverse altre.

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